Un anno fa ci lasciava il Card. Carlo Maria Martini, già Arcivescovo di Milano, Uomo di profonda Cultura e di grandissima Fede.
Con i suoi occhi, azzurri e profetici, riusciva a guardare lontano...
Attento ai problemi della gente comune e sensibile alle sfide dell'intera Umanità, analizzava il mondo, la vita, la storia e le Scritture con apertura mentale, grazia innata ed umiltà intellettuale, illuminato da un'intelligenza finissima e avvolto da una spiritualità alta, autentica, vera.
© Matteo Di Vincenzo 2007-2023. Riservato ogni diritto.
sabato 31 agosto 2013
sabato 10 agosto 2013
Le idee di "Caio" tra i verdi monti del Cicolano
All'inizio sembrava tutto compromesso dalle previsioni meteo, che da giorni "minacciavano" precipitazioni intense e continue sul Centro Italia. Invece anche il sole ha voluto assistere al Dibattito sul libro La vera casa di Caio, regalando una piacevolissima serata, piena di armonia.
E' stato un vero successo il primo evento de "Il Giardino Socratico", ciclo di manifestazioni promosse dalla Prof.ssa Mariachiara Durastante, che venerdì 9 agosto ha gentilmente aperto la sua magnifica villa di Sant'Elpidio (con vista sulla vetta del Velino) ai diversi ospiti convenuti da ogni angolo del Lazio per discutere di politica, corruzione della classe dirigente e utopia.
L'input è stato offerto dalle tematiche affrontate ne La vera Casa di Caio (Aletti Editore), vero e proprio pamphlet poetico scritto nel 2006 dalla Prof.ssa Maria Antonietta Coccanari de' Fornari, Docente di Psichiatria alla "Sapienza - Università di Roma", scrittrice, giornalista e critico cinematografico, presente all'incontro.
Questo romanzo è oggi uno strumento di grandissima attualità: profetico all'epoca della sua pubblicazione, affronta con puntualità le avventure e le idee del teorico-politologo Caio Argentali di Roccarmasina, che con largo anticipo predicava già alcuni decenni fa concetti ripresi oggi da chi vorrebbe rivoluzionare lo scenario politico.
Sono stati diversi gli interventi seguiti all'introduzione che ho tenuto sui contenuti del romanzo: chi per esperienza politica, chi per convinizioni personali, tutti i partecipanti al dibattito hanno messo in luce la necessità di cambiare la politica, poiché stanchi della competenza e della trasparenza non sempre "smaglianti" di alcuni esponenti della classe dirigente.
E' stato interessante, per chi ha assistito, constatare come tante persone, appartenenti a varie correnti di pensiero, si siano ritrovate unite nella condivisione di un'idea: nobilitare le risorse di un Paese, nell'ottica della valorizzazione di un nuovo umanesimo, che permetta la rinascita dopo il buio della crisi economica, sociale e dei valori che non ha risparmiato l'Italia. Ma tutto questo è destinato a rimanere un'utopia?
| Un momento del dibattito nel Giardino Socratico di Villa Durastante. Al tavolo, la Prof.ssa Mariachiara Durastante (a sn.) e la Prof.ssa Maria Antonietta Coccanari de' Fornari (a dx.) |
Dopo l'incontro, la padrona di casa, Prof.ssa Mariachiara Durastante, ha voluto generosamente e cordialmente offrire un rinfresco a tutti i convenuti: anche questa è stata una bellissima occasione per continuare a discutere di letteratura e politica in uno spirito conviviale di amicizia e di amore per la cultura, coronato dalla bellezza del paesaggio circostante.
martedì 30 luglio 2013
Un giardino pieno di idee nel cuore del Cicolano
In arrivo una bellissima iniziativa per tutti gli amanti della letteratura e della cultura nella Valle del Salto.
Grazie alla felice e generosa intuizione della Prof.ssa Mariachiara Durastante, insegnante romana di casa nel Cicolano, a partire da questa estate ci sarà l'occasione di scambiare opinioni e idee culturali all'ombra del maestoso tiglio che si staglia alto nel grande giardino della signora a Sant'Elpidio di Pescorocchiano (RI).
Sarà un percorso in cui avrò l'onore di partecipare attivamente come coordinatore ed organizzatore. L'obiettivo? Portare nel cuore della Valle i grandi temi politici, economici, sociali, letterari e discuterne liberamente insieme.
Il ciclo di incontri, denominato "Il Giardino Socratico nella Valle del Salto" sarà un'occasione per ricreare una dimensione intellettuale e di dialettica tra le verdi alture del territorio. Ospiti d'onore saranno tutti i giovani del posto, che potranno dire la loro a personalità del mondo della cultura, della scienza e della politica, invitati di volta in volta.
| Il logo della manifestazione
Ad inaugurare la serie di eventi, sarà la Prof.ssa Maria Antonietta Coccanari de' Fornari, Psichiatra della "Sapienza" di Roma, scrittice, giornalista e critica cinematografica.
Venerdì 9 agosto alle ore 18.00 sarà presentato il suo ultimo romanzo, La vera casa di Caio (Aletti Editore), un vero e proprio "pamphlet poetico", che anticipa, tra le righe di una storia avvincente, il fenomeno della "rivoluzione" della politica (italiana) nei suoi contenuti e nelle sue forme. L'utopia è il filo conduttore dell'esperienza del protagonista, già ampiamente descritto nella mia Recensione del romanzo, che potete trovare cliccando su questo link.
Chi desidera partecipare alla Presentazione del libro, a cui seguirà un ampio dibattito pubblico sui temi affrontati nella narrazione, può rivolgersi direttamente a me scrivendo un'email all'indirizzo: eredi.vespasiano@gmail.com.
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sabato 6 aprile 2013
Appello: Ricostruire è un dovere morale
Alla luce della
drammatica situazione urbanistica in cui versano L'Aquila, l'Emilia, ma anche
Palermo, l'Irpinia ecc. non sarebbe forse il caso di sbloccare gli ingenti
fondi già destinati ma inutilizzabili a causa del Patto di Stabilità? In tal
modo si riuscirebbe forse ad attuare quel recupero sacrosanto di cui l'Italia
ha bisogno come ossigeno. Inoltre si creerebbero posti di lavoro, l'unico
motore dello sviluppo sociale. Bisogna rimettere in piedi questo circolo
virtuoso all'insegna dell'occupazione, altrimenti di che Belpaese vogliamo
parlare?
Ricostruire L'Aquila, e
restituire agli Aquilani il Centro Storico, simbolo di identità e orgoglio, è
semplicemente un DOVERE MORALE.
venerdì 5 aprile 2013
domenica 24 marzo 2013
Le idee rivoluzionano davvero la Storia dell’Uomo?
Commento a La
vera casa di Caio di Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari
Mi è difficile immaginare il
protagonista di questa storia vestito con il classico abbigliamento tipico
della sua Sicilia: coppola, camicia, giacca e panciotto. Questo perché Caio
Argentali di Roccarmasina, nobili genere natus, siciliano classe 1929,
è in realtà un personaggio fuori dal tempo e fuori dallo spazio
convenzionalmente intesi. Egli vive la sua vita nutrendosi di arte, di passioni
ma soprattutto di idee: è teorico e fondatore del M.M.U.U., Movimento Mondiale
per l’Umanizzazione dell’Umanità, e lotta idealmente, soprattutto con le armi
dell’eloquio, per abbattere la società fondata sull’alienazione auspicando il
raggiungimento di una organizzazione non alienante con i tratti del modello
comunistico-primitivo. Legge Marx, per un soffio non incontra Che Guevara, ma
non è un esponente del Partito Comunista. Caio è molto di più. Caio è un
utopista.
Vanta origini aristocratiche,
addirittura sostiene di discendere da Carlo Magno per parte di madre, e questo
non è casuale: è un brillante richiamo al grande sogno di un’Europa e di un
Mondo uniti per il bene dell’Uomo, che è a tutti gli effetti il grande
coprotagonista del romanzo. E Caio, che conosce alla perfezione le esperienze
della vita umana, soggiornando «quando in hotel lussuosi, quando sbattuto negli
orrori delle stazioni» (p. 13) di certo non può deludere le aspettative
dell’Imperatore medioevale, che arriva a definire nonno come in procinto
di affidarsi ad una sua protezione e ad una sua adozione spirituale. Del resto
sarebbe in possesso di un anello appartenuto al grande sovrano, ma tutto ciò si
confonde con la leggenda, che permea l’intera vita di Caio, la cui nascita,
avvenuta misteriosamente in una grotta sui monti siciliani, sembra più un
dettaglio letterario di Esiodo o di Eschilo che di Pirandello.
Eppure Caio conosce bene il
Novecento, predica con larghissimo anticipo concetti che avrebbero costituito
l’essenza stessa della grande crisi finanziaria, economica e sociale che dal
2007 flagella il Mondo e che vede sempre più alla ribalta ogni tipo di teorici
e predicatori.
Il testo, dallo stile
elegantissimo, è la perfetta fusione tra intreccio narrativo, contenuti
storico-socio-politici validamente provati e riferimenti coltissimi che
mostrano, in tutta la sua bellezza, l’ampia sensibilità e la profonda
conoscenza dell’Autrice su tematiche relative all’arte, alla scienza e alla
dottrine economico-sociali. Del resto appaiono chiari gli elementi
autobiografici che la Professoressa Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari ha
inserito in questo piccolo capolavoro: dalle origini aristocratiche alla
condivisione del pensiero di Alfred Adler, l’allievo ribelle di Freud,
probabilmente fonte di ispirazione per la Scrittrice.
Tornando alla trama, variamente
intrecciata ma mai difficile da seguire, risulta utile anticipare come Caio
tenti di realizzare il suo utopico progetto idealistico-politico, costruendo
sette case in sette parti del Mondo, ambasciate del sapere che diventano, nella
loro stravaganza, catalizzatori culturali di diffusione del suo messaggio
politico.
La prima ad essere eretta è una
«casa di sghembo» costruita sulle ceneri dell’antico palazzo baronale di
famiglia nella terra natìa. La Sicilia di Caio è un’isola ben diversa dalla
tipica immagine mediterranea, fatta di sole, marzapane e profumo di limoni. È
uno spazio dal sapore mitologico e dal gusto classico, che nulla ha a che
vedere con i luoghi di Sciascia. È un paradiso «dal cielo color mare e dal
mare color cielo» (p.17), dove comizi cittadini e riunioni «simil-massoniche»
si svolgono tra le rovine greche di un labirinto sotterraneo. Ma Caio,
disgustato dalla «disumanità del mondo umano» (p.16) va oltre il mare a portare
le sue parole e, come un novello Enea, eccolo arrivare in Etiopia, dove in
cerca di seguaci, ha occasione di conoscere e praticare l’amore. «Insieme agli
altri non fa paura neppure la morte» (p.36) sostiene e per questo cerca di
coinvolgere perfino i placidi tibetani, gli abitanti di una terra dove la
tranquillità sembra turbata dalla stessa presenza del politologo siciliano in
netta contrapposizione di opinioni con l’artista Emilio Gamberani, il vero
antieroe del romanzo. Nella fredda Svezia, Caio costruisce una quarta casa e il
gelo dell’aria e delle onde del Baltico rappresenta uno stimolo a
riappropriarsi della tendenza al realismo. Diviene critico Caio. È per questo
che nella successiva tappa, a New York, decide di contribuire fattivamente alla
costruzione di un archivio cartaceo, attraverso un lavoro «matto e
disperatissimo», che rappresenta una prima artigianale opera anagrafica
dell’intera umanità. In Sudamerica conosce il computer e il dissenso. Nel
Pacifico, in un’isola dal nome impronunciabile, il vero Amore.
Caio ha costruito diverse case e ha
vissuto come una staffetta per «evangelizzare» tutte le terre del Mondo. Che
non riconosca in nessuna di queste la sua vera patria? L’Italia, di certo, è
ancora importante; a Roma vive un nipote, Angelo, che abita a due passi dalla
statua di Giordano Bruno, altro rivoluzionario della Storia. Ma Caio va oltre.
Dopo averle viste tutte scopre che la sua vera casa è la coscienza, intesa più
come consapevolezza di sé che come tribunale interiore. «È chiaro che la
coscienza è la mia vera casa. E ciascuno trovi in essa la sua» si legge a
pagina 100.
La vera casa di Caio è un
romanzo dove le sole idee creano avventura. È un libro che parla di Umanesimo,
opponendosi all’immagine della Firenze del Quattrocento per tendere alla
fantascienza improbabile di Asimov e Orwell. Del resto, pur essendo reali e
tangibili i problemi descritti con minuzia quasi profetica, appare sbiadito il
tratto spazio-temporale della realtà. La stessa Autrice ammette di aver parlato
di un «mondo che non c’è».
Stilisticamente è da apprezzare
l’anafora delle aggettivazioni che rendono benissimo le immagini. E, in
conclusione, desidero definire l’opera mutuando le parole dello stesso
protagonista: si tratta di un racconto «bellissimo come inverosimile». Ci
insegna che cosa si intenda per utopia. Caio è un utopista, Caio è un sognatore
che compie un nòstos, un ritorno alla vera origine e al vero significato
ontologico dell’Uomo, mentre noi, hic et nunc, siamo soltanto nel bel
mezzo del viaggio.
Matteo Di Vincenzo
Maria Antonietta Coccanari de' Fornari, La vera casa di Caio, Aletti Editore, Villanova di Guidonia 2006, pp. 109, € 14,00
mercoledì 20 marzo 2013
giovedì 28 giugno 2012
Cultura e Solidarietà: a Roma un convegno sul Volontariato
Umanesimo, gratuità,
cooperazione, formazione. È all’insegna di queste idee che si è aperto il primo
Convegno a Roma dell’Associazione «Cultura e Solidarietà», Organizzazione di
volontariato che dal 2009 opera presso il Duomo di Tivoli, garantendo la
crescita culturale e formativa di molti adolescenti del quartiere medievale e
promuovendo la riscoperta e la valorizzazione di quei luoghi della nostra Città
che, seppur ricchi di storia e pregio, sono completamente ignorati dal turista
meno attento, calamitato solo dal fascino dei siti più famosi.
Venerdì 18 maggio sono stati molti i tiburtini intervenuti a Santa Maria in Trastevere, presso cui si sono svolti i lavori sul tema L’esperienza del volontariato tra Cultura e Solidarietà. L’incontro, moderato da Matteo Di Vincenzo, organizzatore dell’evento con la Prof.ssa Maria Pia Trusiani, ha visto la partecipazione di illustri relatori che hanno declinato, dal proprio punto di vista e alla luce della loro esperienza, la parola «solidarietà». E l’invito alla cooperazione contro una crisi finanziaria, economica e soprattutto sociale, come quella attuale, è stato il leitmotiv della serata.
Dopo i saluti personalmente rivolti al pubblico dal «padrone di casa», Mons. Marco Gnavi, Parroco di Santa Maria in Trastevere e Delegato del Vicariato di Roma per l’Ecumenismo, è stata la volta di Don Fabrizio Fantini, Parroco del Duomo di Tivoli e Presidente di «Cultura e Solidarietà». Don Fantini ha messo in luce le finalità e gli scopi dell’Associazione tiburtina, presentando le attività che vi si svolgono quotidianamente e sottolineando come carità e cultura siano elementi imprescindibili nel percorso di crescita dei ragazzi.
In seguito si è parlato di volontariato negli ospedali e di cura ai malati terminali e puntuale è stato, a tal proposito, l’intervento del Prof. Numa Cellini, Ordinario di Radioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia «Agostino Gemelli» dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Professore ha espresso i suoi concetti partendo da immagini della Storia dell’Arte e, come in un racconto intriso di emozioni, ha presentato al pubblico l’ambizioso progetto della Rete del Sollievo, testimoniando la necessità di garantire al paziente in fine-vita un ambiente familiare e confortevole in cui trascorrere gli ultimi giorni, una casa dentro l’ospedale.
Argomenti di bioetica sono stati invece affrontati dalla Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, Docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Pontificia Università Lateranense e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. La Bioeticista, esperta di fama internazionale, ha messo in evidenza come le problematiche legate alla difesa della vita abbiano una connotazione sociale e a sostegno di questa tesi, già avvalorata dal Card. Elio Sgreccia, suo Maestro e padre della bioetica in Italia, sono stati portati esempi di associazioni che in ambito civile si battono a sostegno della sacralità e dell’inviolabilità dell’esistenza umana, ritenuta un valore non negoziabile.
Dopo il Convegno, ad allietare i numerosi presenti sono stati tre amici di «Cultura e Solidarietà»: Gianni Pasqua, Alberto Maria Tarantino e Grazia Palma Testa, che hanno riproposto i divertenti ed apprezzati Incontri immaginari tra Trilussa e Tito Silvani. L’originale recitativo, che affianca ad opere poetiche di uno dei più celebri rappresentanti della letteratura romanesca gli scritti del maggior poeta dialettale di Tivoli, è stato accompagnato da piacevoli ed accurati effetti sonori, che hanno contribuito a portare nella sala un’atmosfera d’altri tempi.
Intorno alle 20.30 il gran finale, con la partecipazione alla suggestiva Preghiera della Comunità di Sant’Egidio, che ogni sera viene celebrata nella Basilica di Santa Maria in Trastevere tra canti polifonici e meditazioni.
In termini semplici ma ispirati da un sentimento profondo di carità, è stato possibile realizzare un momento di riflessione e confronto su una tematica estremamente importante e urgente, ampiamente richiamata in quel Deus caritas est più volte citato nel corso dei lavori. Del resto, mutuando le parole di Seneca (De beneficiis 6.3), è peraltro vero che «hoc habeo, quodcumque dedi», io ho quel che ho donato. Soprattutto in tempi di crisi.
Matteo Di Vincenzo
Venerdì 18 maggio sono stati molti i tiburtini intervenuti a Santa Maria in Trastevere, presso cui si sono svolti i lavori sul tema L’esperienza del volontariato tra Cultura e Solidarietà. L’incontro, moderato da Matteo Di Vincenzo, organizzatore dell’evento con la Prof.ssa Maria Pia Trusiani, ha visto la partecipazione di illustri relatori che hanno declinato, dal proprio punto di vista e alla luce della loro esperienza, la parola «solidarietà». E l’invito alla cooperazione contro una crisi finanziaria, economica e soprattutto sociale, come quella attuale, è stato il leitmotiv della serata.
Dopo i saluti personalmente rivolti al pubblico dal «padrone di casa», Mons. Marco Gnavi, Parroco di Santa Maria in Trastevere e Delegato del Vicariato di Roma per l’Ecumenismo, è stata la volta di Don Fabrizio Fantini, Parroco del Duomo di Tivoli e Presidente di «Cultura e Solidarietà». Don Fantini ha messo in luce le finalità e gli scopi dell’Associazione tiburtina, presentando le attività che vi si svolgono quotidianamente e sottolineando come carità e cultura siano elementi imprescindibili nel percorso di crescita dei ragazzi.
In seguito si è parlato di volontariato negli ospedali e di cura ai malati terminali e puntuale è stato, a tal proposito, l’intervento del Prof. Numa Cellini, Ordinario di Radioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia «Agostino Gemelli» dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Professore ha espresso i suoi concetti partendo da immagini della Storia dell’Arte e, come in un racconto intriso di emozioni, ha presentato al pubblico l’ambizioso progetto della Rete del Sollievo, testimoniando la necessità di garantire al paziente in fine-vita un ambiente familiare e confortevole in cui trascorrere gli ultimi giorni, una casa dentro l’ospedale.
Argomenti di bioetica sono stati invece affrontati dalla Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, Docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Pontificia Università Lateranense e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. La Bioeticista, esperta di fama internazionale, ha messo in evidenza come le problematiche legate alla difesa della vita abbiano una connotazione sociale e a sostegno di questa tesi, già avvalorata dal Card. Elio Sgreccia, suo Maestro e padre della bioetica in Italia, sono stati portati esempi di associazioni che in ambito civile si battono a sostegno della sacralità e dell’inviolabilità dell’esistenza umana, ritenuta un valore non negoziabile.
Magistrale è stata la
relazione della Prof.ssa Maria
Antonietta Coccanari de’ Fornari, che, oltre ad essere una nota Psichiatra
della «Sapienza», riveste il ruolo di Presidente della Sezione tiburtina
dell’A.M.C.I., Associazione Medici Cattolici Italiani. Il suo intervento, dal
titolo Il rapporto con il paziente
immigrato: presupposti teorici ed esperienza nel volontariato, è risultato
essere un’analisi precisa e dettagliata sulle problematiche di una società che
si appresta a diventare sempre più multietnica e che deve garantire, anche dal
punto di vista della sanità, attenzione e rispetto nei confronti delle altre
culture. Interessanti sono stati i dati che l’esperta ha esposto ai presenti
illustrando le attività dell’Ambulatorio A.M.C.I.-Caritas di Tivoli, istituzione
in cui si registra un progressivo aumento di richieste da parte di pazienti
stranieri.
Toccante è stata
l’esposizione di Suor Mariangela
Marognoli, delle Suore di Carità dell’Assunzione, che nella Casa di
Primavalle, «aperta a tutti!» come ha asserito la religiosa, svolge assieme
alle consorelle un’opera di solidarietà a 360 gradi, ospitando chi vive nel
disagio in un quartiere già di per sé difficile e problematico. È stato
significativo il richiamo all’istruzione ed alla formazione culturale, che le
Suore di Carità dell’Assunzione offrono ai ragazzi attraverso un servizio di
ripetizioni e lezioni pomeridiane gratuite che, impartite da volontari, si
realizzano in modo analogo a quanto avviene a Tivoli con «Cultura e
Solidarietà». Il contributo di Suor Mariangela, che ha anche parlato a lungo di
«educazione alla carità», si è concluso con la lettura di testimonianze
raccolte tra gli stessi volontari del suo istituto, che definiscono appagante e
soddisfacente l’impegno gratuito assicurato ogni giorno e che considerano la
carità un mezzo di autorealizzazione.
E di doposcuola ha
fatto cenno anche il Prof. Paolo
Impagliazzo della Comunità di Sant’Egidio, che, oltre a parlare della
Scuola della Pace e delle operazioni diplomatiche svolte in Mozambico dalla sua
gloriosa Associazione (fondata da Andrea Riccardi nel 1968), ha commosso tutti
i presenti raccontando la storia di Modesta Valenti, che, arrivata da Trieste a
Roma per incontrare il Papa, finì la sua sfortunata esistenza di senzatetto tra
i cartoni della Stazione Termini, dove morì in seguito ad un malore, non
essendo stata soccorsa perché troppo sporca.Dopo il Convegno, ad allietare i numerosi presenti sono stati tre amici di «Cultura e Solidarietà»: Gianni Pasqua, Alberto Maria Tarantino e Grazia Palma Testa, che hanno riproposto i divertenti ed apprezzati Incontri immaginari tra Trilussa e Tito Silvani. L’originale recitativo, che affianca ad opere poetiche di uno dei più celebri rappresentanti della letteratura romanesca gli scritti del maggior poeta dialettale di Tivoli, è stato accompagnato da piacevoli ed accurati effetti sonori, che hanno contribuito a portare nella sala un’atmosfera d’altri tempi.
Intorno alle 20.30 il gran finale, con la partecipazione alla suggestiva Preghiera della Comunità di Sant’Egidio, che ogni sera viene celebrata nella Basilica di Santa Maria in Trastevere tra canti polifonici e meditazioni.
In termini semplici ma ispirati da un sentimento profondo di carità, è stato possibile realizzare un momento di riflessione e confronto su una tematica estremamente importante e urgente, ampiamente richiamata in quel Deus caritas est più volte citato nel corso dei lavori. Del resto, mutuando le parole di Seneca (De beneficiis 6.3), è peraltro vero che «hoc habeo, quodcumque dedi», io ho quel che ho donato. Soprattutto in tempi di crisi.
Articolo pubblicato sul Notiziario Tiburtino, numero 6, giugno 2012
sabato 5 maggio 2012
L'esperienza del volontariato tra Cultura e Solidarietà
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| La locandina dell'evento |
L’Associazione «Cultura e Solidarietà», Organizzazione di volontariato che opera presso il Duomo di Tivoli, organizza per il giorno 18 maggio 2012 un evento culturale sul tema: L’esperienza del volontariato tra Cultura e Solidarietà.
L’incontro, che avrà inizio intorno alle ore 16.45, si terrà presso una sala della Parrocchia di Santa Maria in Trastevere a Roma e vedrà la partecipazione di illustri relatori, che parleranno delle proprie esperienze nel campo della solidarietà, mettendo in luce i diversi aspetti che compongono il mondo del volontariato.
Interverranno al Convegno:
- il Prof. Numa Cellini (Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma),
- la Prof.ssa Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari (Sapienza Università di Roma),
- la Prof.ssa Maria Luisa Di Pietro (Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma),
- Suor Mariangela Marognoli (Suore di Carità dell’Assunzione),
- Prof. Paolo Impagliazzo (Comunità di Sant'Egidio),
- Don Fabrizio Fantini (Presidente dell’Associazione «Cultura e Solidarietà» di Tivoli).
Al termine dei lavori, intorno alle 18.30, avrà luogo la rappresentazione di un originale recitativo su un incontro immaginario di due poeti anagraficamente contemporanei: Trilussa e Tito Silvani, interpreti inimitabili del sentimento popolare della Roma Trasteverina (il primo) e della Città di Tivoli (il secondo).
L’ingresso, libero, sarà reso possibile a partire dalle ore 16.20 ca. da Via della Paglia, 14.
Per ulteriori informazioni: culturaesolidarieta@alice.it
venerdì 6 aprile 2012
venerdì 23 dicembre 2011
giovedì 8 settembre 2011
A Castel Madama full immersion di emozioni con Cloris Brosca
Vi segnalo una bellissima iniziativa che si svolgerà a breve presso Castel Madama, grazioso paese della Valle dell'Aniene a due passi da Tivoli.L'eccezionale Cloris Brosca (nella foto), resa celeberrima dal ruolo della "zingara" nei fortunati format Rai Luna Park e La Zingara e considerata una delle migliori attrici che il Teatro italiano conosca, leggerà memorabili pagine della nostra Letteratura, accompagnata dalle musiche di Nicola Puglielli, in Terapia d'urto per inappetenti della Letteratura e non solo. "Spizzicando tra pietanze classiche e contemporanee", la poliedrica attrice partenopea spazierà dalla Divina Commedia di Dante a brani di Erri De Luca, passando per Petrarca, Manzoni, Leopardi, Baricco e non solo, per regalare al pubblico una vera serata d'Autore!
Appuntamento a Castel Madama (A24, Uscita Castel Madama), Teatro Comunale, domenica 25 settembre 2011 ore 17.30.
Siate numerosi!
Attenzione: per assistere allo spettacolo è necessaria la prenotazione presso l'ufficio della Pro-Loco di Castel Madama, sito in Piazza Garibaldi, 8. Il costo del biglietto è di € 2,50.
Per ulteriori infomazioni telefonare allo 0774/449500 o al 349/0714219 oppure scrivere a proloco.castelmadama@libero.it
sabato 21 maggio 2011
X Giornata Nazionale del Sollievo: quando la gioia di vivere diventa speranza per chi soffre - Eventi al "Gemelli"
Tra pochissimi giorni, il Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma si animerà di canzoni, di colori e di sorrisi per l'edizione 2011 della Giornata del Sollievo. Lo stesso avverrà in moltissime altre strutture sanitarie italiane. Questa serie di eventi e manifestazioni, di portata nazionale e celebrati l'ultima domenica di maggio di ogni anno, è un'occasione per stare accanto a chi soffre e per riflettere sulla necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica su tematiche importanti quali l'umanizzazione della Medicina e la Terapia del dolore. Tutti sono invitati a condividere le gioie e le emozioni della Giornata Nazionale del Sollievo 2011: basta giungere nella bellissima hall del "Gemelli" tra le 9.00 e le 17.00 di domenica 29 maggio e caricarsi di uno spirito festoso e pieno di speranza.
Per informazioni visitare: http://www.laretedelsollievo.net/ e http://www.fondazioneghirotti.it/.
Per informazioni visitare: http://www.laretedelsollievo.net/ e http://www.fondazioneghirotti.it/.
domenica 1 maggio 2011
sabato 23 aprile 2011
Pasqua 2011
martedì 19 aprile 2011
A voi la parola!
Oltre a presentarvi alcune nuove funzioni del blog, come la casella di ricerca interna o la classifica dei post più letti (sulla sidebar), ricordo che potete contattarmi per inviarmi commenti, critiche, giudizi e suggerimenti sul libro o per ottenere informazioni più dettagliate sugli eventi e sugli argomenti trattati nel blog. Scrivetemi all'indirizzo e-mail eredi.vespasiano@gmail.com oppure lasciate i vostri pensieri negli appositi spazi al di sotto di ciascun post.
mercoledì 6 aprile 2011
martedì 23 novembre 2010
Il cielo nelle stanze del "Gemelli"

Vorrei segnalarvi la bellissima iniziativa Il cielo nelle stanze, inaugurata lo scorso 18 novembre 2010 al Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma. Si tratta di un ciclo di incontri con i più grandi scrittori italiani contemporanei, che si tiene ogni mese nella rinnovata e bellissima hall centrale. Qualche giorno fa, durante il primo incontro, moderato - come sempre accadrà - dal famoso giornalista Luciano Onder (Tg2 - Medicina 33), ho avuto l'onore di conoscere il grandissimo Andrea Camilleri, che oltre ad essere il Papà del celeberrimo Commissario Montalbano, è Autore di circa 70 opere letterarie, tra le quali si annoverano romanzi storici e thriller come L'intermittenza (Mondadori, 2010), presentato per l'occasione dallo scrittore siciliano. Per consultare il calendario completo degli incontri in programma, visitare i siti http://www.policlinicogemelli.it/ e http://www.libreriearion.it/.
venerdì 23 luglio 2010
Una domenica a Rascino
Domenica 1 agosto 2010 si svolgerà la XXXII edizione della Mostra Ovina di Rascino, tradizionale evento in cui ambiente, agricoltura, allevamento, gastronomia e divertimento si mescolano in una piacevolissima commistione di colori, profumi e sapori. L'appuntamento è alla mattina, nella splendida Piana coronata da montagne, dove la natura incontaminata è l'unico, indiscusso protagonista.
mercoledì 23 dicembre 2009
Natale 2009
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